Brexit le ripercussioni sull’immobiliare

Bandiera inghilterra con regina

Oggi affrontiamo un argomento di grande attualità. Sai che l’Inghilterra sta per partecipare ad un referendum che deciderà il Brexit, parola di nuovo conio che è l’unione fra Britain ed Exit. In parole semplici, con il referendum popolare il Regno Unito sceglie se rimanere oppure uscire dall’Unione Europea.

Sappiamo che gli inglesi hanno sempre avuto molto potere nelle negoziazioni, tanto da poter mantenere la propria moneta, ovvero la sterlina e da poter imporre all’Europa scelte personali decisamente sui generis. La Gran Bretagna è forte, economicamente e finanziariamente, quindi il Brexit può essere un segno per dire ‘ ce la faremo da soli’ perché l’Europa si propone in molti casi come uno scalino più che come un aiuto.

Oggetto sconosciuto

Brexit: le ripercussioni sul mattone

Al di la del significato politico, economico e storico del Brexit, oggi voglio parlarti delle possibili ripercussioni che possono verificarsi nel mondo del mattone. Tutto parte da una lettura di un articolo del Sole 24 Ore, che analizza i timori che accompagnano la consultazione popolare.

L’articolo conferma che in caso di Brexit, tanti sono gli scenari che potrebbero aprirsi nel settore del real estate, ovvero dell’immobiliare. Cosa c’entra l’uscita dell’Inghilterra con il mercato del mattone, ti starai chiedendo?

Brexit: Londra sarebbe ancora attraente?

Tutto ruota attorno a Londra, che adesso, proprio in questo momento, è considerata la meta indiscussa degli investimenti che interessano il mattone, non ché il principale canale finanziario dell’area europa. Le altre città, Parigi, Francoforte e Dublino stanno quindi seguendo con apprensione il referendum, perché secondo recenti sondaggi, se il Regno Unito uscisse dall’Europa, potrebbe diventare meno affascinante, ovvero perdere appeal secondo il 73% degli investitori del settore non residenziale, quindi hotel, logistica retail e così via. E mentre una così alta percentuale di investitori ritiene che dopo il Brexit Londra non sarà più capitale del mattone, il trend degli investimenti mancati si dimostra in calo.

L’articolo riporta infatti che nei primi tre mesi di quest’anno gli investimenti nel Paese sono stati pari a 14 miliardi di sterline, che tradotti dimostrano il 21% in meno rispetto agli stesis dati dell’anno scorso.

Brexit: l’altra faccia della medaglia

Ora guardiano l’altra faccia della medaglia, perché l‘uscita della Gran Bretagna dall’Europa porterebbe secondo gli analisti alla svalutazione della sterlina ed entro il 2018, nell’ipotesi Brexit, i valori del metro quadro potrebbero scendere dal 10% al 18%.

La domanda è quindi legittima, ovvero Londra e l’intera Gran Bretagna saranno ancora attraenti per gli investitori? Chissà, quindi il Brexit è un’occasione di riflessione, perché se tanti vogliono sulla carta l’uscita dall’Unione Europea, anche in stati diversi dalla Gran Bretagna è interessante notare che mille e più saranno le sfumature economiche e finanziarie che interessano la scelta, molte legate al mondo del real estate e dell’immobiliare.

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