Cosa fare se in vostro inquilino non paga l’affitto I Puntata

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Oggi iniziamo un viaggio alla scoperta di un tema che interessa molti cittadini italiani e che rischia di creare tanti problemi pratici a chi possiede immobili dati in affitto. L’affitto o locazione può essere considerato come una forma di rendita dal proprietario e molte persone che si sono trovate a possedere o ad avere acquistato in ‘tempi buoni’ degli immobili, ora devono fare fronte ad un problema più che mai comune: il mancato pagamento dell’affitto.

Oggi affrontiamo la parte pratica, quella legata alla legge, mentre nella prossima puntata andremo ad analizzare quali sono i punti emotivi, morali e psicologici che il mancato pagamento dell’affitto comporta, nonché la complessità della procedura esecutiva di sfratto.

Proprietario vs Inquilino: le falle del sistema giudiziario

E’ noto che la legge italiana non tutela il proprietario della casa, in particolare non ha ancora fissato delle serie leggi che permettano al proprietario di rientrare in possesso dell’immobile se l’inquilino è moroso.

Sta infatti diventando sempre più difficile risolvere questo problema, un po’ per i lunghi tempi della giustizia, ma anche perché si tratta di procedure spesso poco chiare e difficili da interpretare. Qualcosa si può però fare e la prima azione da compiere è affidarsi ad un legale, che può portare avanti la situazione con cognizione di causa e difendere il proprietario dal perdere denaro a causa del mancato pagamento dell’affitto.

Perché la procedura di sfratto è così lunga e incerta? Lo scopo se vogliamo ‘positivo’ delle intenzioni del legislature si era focalizzato nel tutelare la situazione di indigenza, ovvero nel cercare di andare incontro più all’inquilino che non ha soldi per pagare l’affitto rispetto al proprietario dell’immobile.

Se l’inquilino non paga l’affitto la prima cosa da fare è inviare una raccomandata con avviso di ricevimento (AR) di “costituzione in mora”. La lettera deve contenere l’avvertenza che, decorsi 15 giorni senza aver ricevuto il pagamento, il proprietario partirà con vie legali.

Ok, la prima parte è fatta, ma adesso? Se la lettera non sortisce gli effetti desiderati e l’inquilino non paga l’affitto al proprietario bisogna procedere con lo sfratto e a questo punto bisogna recarsi da un avvocato, poiché non si può fare da soli.

Cos’è lo sfratto? E’ una causa, comune e quindi legata a tempi, procedure, udienze e scadenze, che tradotte nella pratica significano dispendio di tempo, di denaro e anche di positività energetica. Il processo può concludersi di base in due o tre udienze se il proprietario è assistito da un valido legale e ha la ragione dalla sua parte, ma i tempi si allungano in seguito, perché la procedura esecutiva è delegata all’ufficiale giudiziario e chiede tempo, nonché di confrontarsi alle ‘proroghe agli sfratti’ che vengono concesse agli inquilini disagiati.

Proprietario: chiedi che l’inquilino invochi il termine di grazia

Un metodo per velocizzare il tutto può essere quello di chiedere il termine di grazia. Di cosa si tratta? In questo caso il proprietario può chiedere all’inquilino di invocare il termine di grazia, ovvero  di chiedere al giudice un termine, fino a massimo 90 giorni, per trovare i soldi con cui pagare l’affitto. Oramai il termine di grazia è stato esteso a tutti, non solo agli inquilini disagiati e può trattarsi di un buon metodo per mediare e chiudere la questione.

Nella prossima puntata andremo ad analizzare la procedura esecutiva di sfratto ed è qui che viene il bello, perché si tratta della parte dove il meccanismo della giustizia si inceppa e che chiede di essere affrontato nel migliore dei modi se il proprietario vuole rientrare in possesso del suo immobile.

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